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"il tutto si crea e il tutto si trasmuta….la trasformazione è solo un'eccezione"

Ogni atomo ponderabile è differenziato da un fluido tenue, che riempie tutto lo spazio meramente con un moto rotatorio , proprio come fa un vortice di acqua in un lago calmo. Una volta che questo fluido – ovvero l’etere – viene messo in movimento, esso diventa grossolana materia. Non appena il suo movimento viene arrestato la sostanza primaria ritorna al suo stato normale...

Nikola Tesla


martedì 2 giugno 2020

Blù egizio nel futuro !

I materiali antichi sono da considerarsi una preziosa risorsa e vanno tutelati non solo per il loro valore storico-artistico ma anche per le informazioni tecnologiche in essi contenute. Utilizzare tali informazioni come ispirazione per sviluppare i materiali del futuro sembra sempre più una via maestra da percorrere tanto che questa moderna idea si sta sempre più affermando determinando recentemente anche una nuova terminologia. Tale fenomeno è stato infatti chiamato archaeology-inspired design (per analogia con il biology-inspired design), antiquity inspired design, paleo-inspired system o archeonica (in analogia con bionica). Un esempio di materiale antico di grande interesse in quest'ottica è certamente il Blu Egizio. Usato già più di 5000 anni fa, il Blu egizio è considerato il primo pigmento prodotto artificialmente dall’uomo. La sua tecnologia di produzione è stata messa a punto grazie al perfezionamento della tecnologia delle fornaci ed è legata a quella di produzione di materiali come la faience egiziana, la terracotta, il vetro, il rame e il bronzo. Nell'Antichità fu il pigmento blu di gran lunga più usato nel bacino del Mediterraneo e con l’affermarsi del dominio dei Romani il suo uso si diffuse in tutto l’impero mentre importanti centri produttivi si stabilirono anche fuori dall’Egitto tra cui uno dei maggiori in Italia nella zona di Pozzuoli. Nell’Alto Medioevo venne però misteriosamente dimenticato per essere poi riscoperto solo nel XIX e XX secolo. Solo nel XXI secolo, però, si scopre e si sfrutta per la prima volta la sua proprietà di essere tra i più efficienti materiali conosciuti ad avere luminescenza nel vicino infrarosso. Tale caratteristica ha portato ad innumerevoli avanzamenti tecnologici che sono andati ben oltre il settore dei Beni Culturali e che, a partire dall’inizio del nuovo millennio e soprattutto negli ultimi dieci anni, hanno catalizzato l’interesse di un gran numero di gruppi di ricerca in tutto il mondo.

 https://www.youtube.com/watch?v=SrKJoxT5PRk&t=1s

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